Per chi viene da una famiglia svantaggiata, in caso di prosecuzione degli studi, l’opzione del liceo appare in molti casi di fatto preclusa. I dati del consorzio Almadiploma, pubblicati nel febbraio scorso, hanno infatti messo in luce come solo il 15,7% dei diplomati nei licei appartenga a una famiglia di lavoratori esecutivi. Dato peraltro in flessione, sebbene contenuta, rispetto al 2024 (-0,7 punti percentuali). I figli di operai e affini sono invece oltre un terzo dei diplomati nei professionali (35,9%). In modo speculare, appartiene alle classi più abbienti oltre un terzo dei diplomati nei licei. Vale a dire il 33,7% dei diplomati, a cui si affianca un altre 32,2% di studenti provenienti da famiglie riconducibili alla classe media impiegatizia. Al contrario, meno del 14% di chi si diploma in un istituto professionale e solo il 18,3% di chi esce da un tecnico viene da famiglie abbienti. Una tendenza che ci ricorda quanto il percorso di studi non rifletta, in molti casi, le capacità e le attitudini dello studente. A 13-14 anni la scelta delle superiori può avere alle spalle tante motivazioni diverse. Legate non solo alle preferenze personali, ma anche alla condizione sociale ed economica di partenza.
Il dato mostra, per ciascun indirizzo superiore, la percentuale di diplomati provenienti dai diversi segmenti sociali (considerando la condizione socio-economico-professionale dei genitori).
FONTE: elaborazione Openpolis - Con i Bambini su dati Almadiploma
(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)

